«Qui fanno delle crespelle alla crema da morirne.»
«Ah, aspetta, aspetta, questo è il posto dove venivi sempre con quella… come si chiamava? Barbara? Mi ordini un cappuccino, a proposito? Dì, ma poi com’è che tu hai sempre avuto tutte queste fidanzate con questi nomi un po’ da shampista?»
«Ma che vuol dire nomi da shampista? Esistono nomi da shampista ? Dì piuttosto che a te le mie ex sono sempre state sulle palle.»
«Beh, ma scusa, dai… ma come si fa? Tutte inqualificabili, proprio.»
«Tu dici così solo perché erano tutte più fighe e interessanti di te. A cominciare da Giulia.»
«Chi, quella culona? Quella bassa?»
«Giulia non era bassa e non era culona. E aveva due master e degli occhi bellissimi. Tieni il tuo cappuccino e fammi spazio, per favore.»
«Avrà avuto anche due master, ma con quel sedere pagava l’ICI in due comuni diversi. E poi era antipatica, ma di un’antipatia… Hai presente quelle che sembra ce l’abbiano solo loro? Ecco.»
«Tu sei pazza. Giulia era corteggiatissima.»
«Sì, da quelli della mensa dei poveri.»
«Eddai, ti ricordo che tu avevi qualcosa da ridire anche su Simona. Simona, dico: una ex modella. Oltre un metro e ottanta.»
«Tu non sei ma uscito con una ex modella. Te l’ha fatto credere lei, di esserlo; insieme al fatto che era così innamorata.»
«Comunque era bellissima.»
«Ah, certo. Se taceva. Appena apriva bocca, era la fiera delle banalità.»
«Aveva anche due gambe infinite, di cui eri molto invidiosa. Me lo dicesti tu.»
«Io ti dissi che erano l’unica cosa che potevo invidiarle. Per il resto, un caso umano. Una che non potevi portarla in una pasticceria così, perché ti avrebbe subito fatto mille menate sulla linea e su tutto ciò che poteva o non poteva consumare.»
«E Paola? Non avrai qualcosa da dire anche su Paola, no? Piaceva a tutti, lei, era la ragazza perfetta.»
«Piaceva a i tuoi amici morti di fame, piaceva. Ed era perché aveva due tette da paura. Ma una cena con lei era interessante come stare a guardare l’erba che cresce. Non le ho mai sentito dire niente di stimolante, mai. Guarda che è un’impresa, eh.»
«Scopava anche meravigliosamente, per la verità.»
«Tesoro, anche io scopo meravigliosamente, ma sono almeno in grado di sostenere una conversazione per più di quattro battute.»
«Okay, allora: dimmi una mia fidanzata che ti andasse bene. Una, su. »
«Vediamo… Lorena! Ecco, Lorena era una tosta. Bel corpo, bel cervello, simpatica. Brillante.»
«Lorena? Lorena non è mai stata una mia fidanzata; ci siamo visti si e no per due settimane ed è stato solo sesso. Stava con Marco Sella, quello che faceva…»
«Ah, davvero? Vuoi dire che si è tolta la curiosità con te, annoiata da quell’altro? Mi sembrava troppo intelligente per mettersi davvero con te, in effetti. Ricordavo male, scusa.»
«Sai, credo che la tua sia tutta una posa. O gelosia. Mi ricordo un tempo in cui anche tu volevi metterti con me, in realtà.»
«No, io volevo solo venire a letto con te, perché Elena mi aveva fatto una testa così di quella volta che eri stato con lei, a Cortina. Ma vedi, è che tu hai gusti assurdi. Ti piacciono bonone e tontolone, oppure isteriche e che se la tirano, borderline anoressiche. Ora, posso essere gelosa di scarti di produzione del genere? Fammi assaggiare un po’ della tua crespella.»
«Strano, sai? Hai presente che si dice che l’amicizia tra un uomo e una donna si rovina se vanno a letto insieme? Ecco, nel nostro caso si è rovinato solo il giudizio sulle mie ragazze o amanti, da quando l’abbiamo fatto.»
«Oh, andiamo, è stato tanto tempo fa. Un errore di gioventù, ero anche mezza sbronza. E le tue fidanzate non mi sono mai piaciute neppure prima di allora. Mi ricordo quella là, come si chiamava, la prima…su… aiutami.»
«Sandra? Quella di Torino? Era una ragazza meravigliosa!»
«Oh, ma per favore: sproporzionata, alta come un lampione, gambe storte. Era sempre vestita di nero. Anche il 12 agosto, con 45 gradi. Uno scarafaggio, in pratica.»
«Ti rendi conto che io non darei mai giudizi così tranchant sui tuoi amanti o fidanzati?»
«Certo che me ne rendo conto. È che io posso: è uno dei vantaggi di essere donna. E poi i miei fidanzati sono stati uomini bellissimi. Dai su, adesso raccontami di quella sciacquetta con cui ti ho visto al cinema l’altra sera, sono curiosa.»
(foto tratta dal film: Ghosts of Girlfriends Past, 2010)
















